Apple e la sfida sulle applicazioni freemium

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Apple e la sfida sulle applicazioni freemium

Il modello freemium è stato una delle più grandi scoperte per gli sviluppatori di applicazioni iOS e mobile in generale. Piuttosto che chiedere il pagamento di pochi euro per il download di un’applicazione, sempre più developer hanno scelto di monetizzare le proprie app facendole scaricare gratuitamente, consentendo però all’utente di effettuare acquisti in-app. Il successo del modello freemium, adottato per lo più da società che sviluppano giochi, sta però preoccupando la stessa Apple, che potrebbe vedere una diminuzione dei ricavi del proprio App Store.

Se guardiamo al mercato americano, tra le trenta applicazioni iOS che possono vantare i maggiori ricavi, solo una è a pagamento, mentre tutte le restanti ventinove sono scaricabili gratuitamente. L’app a pagamento in questione è Minecraft – Pocket Edition che, secondo alcune stime, ricava circa 75.000 dollari al giorno dalla vendita dell’applicazione. Possono sembrare molti, ma sono assai pochi se confrontati con gli 1,2 milioni di dollari che generano giornalmente gli acquisti in-app di Clash of Clans. Gli utenti di questo gioco spendono mediamente 5,32 dollari con gli acquisti in-app, che sono molti di più dei 99 centesimi che costano molte applicazioni.

Il modello freemium è quindi divenuto vincente per chi vuole monetizzare un’app e si sono riconvertiti a esso sia applicazioni che prima erano a pagamento, sia app che in passato avevano adottato un modello di business alternativo sia al freemium sia al pagamento. Pensiamo ad esempio a PokerStars, che dalla scorsa primavera si è in parte convertito al freemium; in passato gli utenti potevano scegliere tra due opzioni: il gioco gratuito o il classico gioco di poker con soldi veri. Adesso, gli utenti hanno una terza scelta, ossia quella di poter giocare secondo l’ormai classico modello freemium delle gaming apps, in cui si possono acquistare, per pochi euro, migliaia di chip di gioco.

Apple e la sfida sulle applicazioni freemium 1Se il modello freemium è quello che consente i maggiori ricavi per gli sviluppatori (e quindi anche per App Store, che in questo modo può contare sui ricavi legati alle transazioni in-app), alla Apple sono lo stesso preoccupati per il successo di queste applicazioni. A rivelarlo sono stati gli sviluppatori di The Banner Saga, che in una recente intervista hanno dichiarato che “Apple è frustrata dalla mentalità che sta dilagando negli store di applicazioni mobile, dove le persone non vogliono pagare per nulla”.

Si tratterebbe insomma di una mentalità pericolosa in un’ottica futura, che potrebbe portare a una diminuzione dei ricavi all’interno di App Store, anche se il risultato finora è che gli utenti alla fine spendono di più nelle applicazioni freemium, che nelle app acquisite.

Diverso sarebbe però il discorso su applicazioni diverse dai giochi, dove è più difficile convincere l’utente a fare acquisti in app, visto che non sono coinvolti in questo caso item virtuali necessari a proseguire in un gioco.

E in quest’ultimo caso, il trend potrebbe davvero preoccupare Apple, visto che una ricerca di Distimo e Chartboost ha confermato che gli utenti iOS hanno definitivamente abbracciato il modello freemium: l’81% dei ricavi di App Store deriva dagli acquisti in app, mentre su Android la percentuale è arrivata al 98%. Insomma, se Apple vorrà arginare il dilagare delle applicazioni freemium dovrà, ancora una volta, reinventare un intero mercato.

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