Apple si schiera per la privacy (parte II)

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Scendendo nei dettagli, il DDPG, di cui fa parte anche Apple, si pone l’obiettivo di “blindare” i dati degli utenti, consentendone la diffusione alle forze dell’ordine, solo in caso di autorizzazione di un giudice con tanto di regolare mandato. Tutto ciò qualora si concretizzasse sarebbe visto in ottica positiva dagli utenti americani.

Più precisamente si proverà a ridurre tutte quei gap (molti davvero notevoli), tra cui il principale resta a mio giudizio quello inerente alla geolocalizzazione, problematica di una certa rilevanza per chi, come nel caso della “Mela”, lavora nella progettazione di telefoni e dispositivi mobili. Non è un caso se alcuni agenti investigativi adottano tecniche alquanto sospette per accedere alla posizione GPS del telefono.

Al tempo stesso nel gruppo in questione partecipano vari player affermati, come ad esempio Google, Facebook, Twitter, Amazon, AT&T, Intel e non solo. Ora ce ne sono due in più: Apple ed infine Dropbox.

 

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